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Cookingterapia
Tutte Le Mie Ricette
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"Calia" speziata
"Quando tornavo accaldata, verso le due, le portavo in regalo un cartoccio di càlia (ceci abbrustoliti, dal sapore gioioso della notte) da cui lei pescava qualche seme lasciando il resto a me." da Bagherìa di Dacia Maraini ----------- L'uso del consumo della "calia", o "scaccia", rimasto nella tradizione festiva siciliana, affonda le sue radici in quella produzione conventuale che tanto ha caratterizzato l'isola fino pochi decenni fa. Non tutti i monasteri, infatti, ospitava


'Mpanatigghi
"... Leggenda vuole che siano state addirittura le odalische dell'harem dei re normanni, convertitesi alla fede cristiana e alla vocazione monacale, oppure- versione meno improbabile- costrette ad entrare nel chiostro a servizio delle loro nobili padrone, ad essere le prime suore pasticciere. Portarono con sé le ricette dei cuochi saraceni, e in primo luogo proprio quella della pasta di mandorle, la cui preparazione fu resa possibile grazie all'introduzione della canna da zu


Cuccìa
Metti che un amico virtuale , conosciuto tramite il blog, si materializzi all'improvviso... Metti che sia in astinenza da ricotta da almeno due anni... E metti che proprio ieri sia stata Santa Lucia...Che fai, non la organizzi una cuccìa in quattro e quattr'otto? Placati i primi appetiti con un signor cannolo di Lillo Freni , subito in cucina, a preparare l'antico dolce devozionale. La leggenda narra che, durante una carestia, a Siracusa, la Santa, abbia fatto arrivare un car


Biancomangiare alle mandorle
Con sciroppo di carrube "Ho delle mandorle avanzate, prendo il barattolo in alto sullo scaffale e mi accorgo che sono accaldata; strano, c'è tramontana, oggi. Quelle mandorle bianche mi ricordano i denti di Hamed, oh, ma è una fissazione! Le metto nel forno per tostarle, prendono colore, sono lisce e scure come la pelle abbronzata. Belle, penso mentre le verso nel frullatore insieme con l'acqua. Bello da noi è come dire buono; brutto invece significa di sapore cattivo. I nost


Palline al cioccolato
"Il nostro Natale? Per Natale mangiavamo broccolo bollito e baccalà fritto.La notte di Natale si faceva baccalà fritto, e poi certe volte facevamo pure i sfinci, quelli di Natale. Sfinci,oppure un poco di"ciminata", di cubaita di giuggiulena. Avevamo il bambinello di cera dentro una campana di cristallo , e dopo che si finiva di cenare, questo Bambinello faceva il giro di tutti. Se eravamo in venti, si cominciava venti giorni prima, stasera tanto per dire nella stanza dove do


La granita di mandarini di Yasmina (Charbat)
..."Davanti al palazzo degli al-Khalid, sotto la facciata di pietra color della mela cotogna, Ruggero conte di Sicilia si dilettò con una granita del colore dell'oro rosso, sotto l'azzurro pallido degli occhi di Yasmina..." ..."Prima di attraversare la soglia della nostra vecchia casa, vogliate rinfrescarvi e assaggiare un sorbetto. E' fatto con la neve delle Madonie, lo zucchero delle nostre canne e i limoni del nostro giardino" Ruggero abbassò gli occhi sul contenuto della


Iris
..."Entrò nel bar all'angolo e affogò la rabbia in un'iris al cioccolato:un panino al latte svuotato e fritto, e poi riempito di crema al cioccolato. Una delle sue "catanesate" preferite."... da "Sabbia nera" di Cristina Cassar Scalia ... " Vanina attaccò iris e cappuccino con una voracità inedita anche per lei, che davanti a cibi come quelli perdeva ogni inibizione. Fame reale e fame nervosa si sommavano, amplificando il senso di benessere che quel carico di zuccheri le avre


Cotognata
" Sulla tavola adesso venivano disposte una serie di curiose figure, rosoni elaborati come quelli delle cattedrali, agnelli sdraiati sulle zampe ripiegate, colombe in procinto di prendere il volo, un san Giorgio che scaccia il drago, volti di donna sormontati da diademi o di uomini con l'elmo e tutto ciò fatto di una specie di gelatina compatta, ora di un giallo dorato traslucido e ora di un bruno opaco tendente all'arancio. "Conte, se seguite il mio consiglio" disse Yasmina


Ravioline di ricotta
da "Quaderno della felicità" di Giuliana Spadaro di Passanitello Una volta, nelle famiglie siciliane, la mamma lasciava alla figlia, in dono, un quaderno con quelle che sarebbero state le ricette che avrebbero assicurato alla novella sposa, ed al suo consorte, la felicità. Oggi, poco importa chi, in famiglia, cucini, ma è bello dare una sbirciatina al "Quaderno della felicità" di Giuliana Spadaro di Passanitello, dal quale ho rifatto queste "Ravioline di ricotta". Ho messo f


Cubbaita di giuggiulena
"Per non parlare...della cubbaita, che noi arabi chiamiamo qubbayta: Dinah confezionava appositamente per lui questo dolce di miele e sesamo senza sapere che,nella Sicilia preromana, si chiamava mylloi e prendeva la forma dell'organo intimo della donna...Tossite, signore? Soffrite di un raffreddamento?... O è il mio linguaggio che vi dispiace?Ho studiato i trattati dei nostri dotti ed essi mi hanno abituato a parlare in termini medici del corpo che Dio ci ha dato,spero che qu


Cotognette
..." Quasi quasi riempio una pentola d'acqua e la metto sul fuoco. Cucinare è una cosa che mi rilassa, mi svacanta l'anima, mi calma il cuore e il respiro; come quando la sera mi dico il rosario, in ginocchio sul cuscino, lo sguardo fisso alla luce di una candela, non penso più a niente e dopo mi sento bene. Metto a cuocere le mele cotogne che ho raccolto ieri nel mio giardino, così tengo la testa al suo posto e faccio anche contente le mie figlie. Già, le picciridde, tra poc


Pasticciotti di zia Giulia
"Ogni anno, in questi giorni,non stavo più nella pelle aspettando che arrivassero.E quando, finalmente,scorgevo da dietro la finestra della casa di nonna Rosa, su per gli scalini del paese,la cameriera di zia Giulia,con la grande cesta sul capo,ricoperta dall'immacolato tovagliolo di lino,era ogni volta un frullare di cuore..." da "Il quaderno della mamma" di Rosetta Finocchiaro Ogni Natale, immancabilmente, mia madre fa questi biscotti. E , ogni volta, ce ne racconta la stor


Palline all'arancia
Con frugalità monacale le suore del San Carlo riciclavano la buccia delle arance impiegate per fare la marmellata ..., conservandole sotto un fitto strato di zucchero, per poi adoperarle al posto delle arance intere quando facevano questi pasticcini.Maria a volte fa lo stesso,ma dice che vengono meglio quando si usa l'arancia intera" da " Mandorle amare" di Maria Grammatico e Mary Taylor Simeti "Mandorle amare" è un libro che ho amato da subito, e che non smetto di rileggere


Sfinci 'i Ginostra
"Poco più di un grande scoglio,oltre Stromboli. una trentina i residenti fissi cui, in estate, si aggiungono i vip che qui hanno peso casa, incantati dalle acque di zaffiro... Fino al 2004 non era nemmeno collegata alla rete elettrica; si attraccava solo tramite l'arcaico rollo, il traghetto a remi che prelevava dalle navi rifornimenti ed esseri umani, e aspettava l'onda giusta per infilare il Pertuso( il buco9, il porto più piccolo del mondo, con un imbocco largo un paio di


Minni di Sant'Agata
"Sul tavolo della cucina tanti dolcetti tondi, vicini due a due, la ciliegia rossa al centro a imitare il provocante capezzolo. La fede e la devozione di mia nonna erano riposte in quelle cassatelle, l'irrinunciabile rito della tradizione della famiglia Badalamenti. Prima di andare via le contavo e le ricontavo: una, due, tre, dieci, venti, trentadue, erano sempre in numero pari, due per ogni nostra parente che, grazie a loro, avrebbe potuto godere della protezione di sant'


Carnaroli alle tre cotogne, capocollo calabrese e pecorino
Ieri era venerdì, giornata di risotti, per Il clan del risotto del venerdì . Il tema, stavolta, era la mela. Non potendo ancora guidare, non ho grande autonomia di spesa, ma non avevo comunque intenzione di cercare ingredienti particolari, per il mio risotto. L'idea era di utilizzare una mela che amo molto: la mela cotogna. Ogni autunno, preparo chili di cotognata e riempio almeno una decina di barattoli di gelatina di cotogne, che poi regalo a Natale e consumo durante l'anno


Riso nero alla messinese
..."La cena invece sarà servita in giardino, fra le palme nane e i gelsomini,sui tavoli coperti di lino, nei servizi cosiddetti "della regina"in bianco e azzurro con l'aquila nera.Il pasto si comporrà di maccheroni" di zitu",triglie rosate,lepri all'agro, cinghiali al cioccolato,tacchini ripieni di ricotta,saraghi affogati,porcelli alla fiamma,riso dolce..." da "La lunga vita di Marianna Ucrìa" di Dacia Maraini Mi piace pensare che il riso dolce del ricevimento di Villa Ucr


La mia "Brioscia"
E' Pasqua solo da trenta minuti e da trenta minuti ho un anno in più. Sì, perché oggi, 12 aprile, è anche il mio compleanno. Quest' anno ero proprio felice che coincidesse con la Pasqua, perché avrebbe voluto dire che figli e nipotini sarebbero stati tutti a Messina, e che quindi avrei avuto un magnifico compleanno. Già mi vedevo contornata dai sorrisi dei bimbi e confusa e sommersa dagli schiamazzi della mia grande family... Questo, prima del problema Covid 19. Domani sarem


Pitoni messinesi senza lievito
Vi avevo già parlato dei pitoni qui , ma era la ricetta con il lievito, che pure si usa a casa mia. La ricetta più antica è però quella che sto per darvi, senza il lievito. E senza il pomodoro. Mi è stata chiesta da un caro amico, grande esperto anche di street food, oltre che di mille altri argomenti che riguardano la cucina ,ma mi sono accorta di non averla mai provata. Ho così deciso di fare un piccolo esperimento, anche se a cena non era prevista nessuna presenza attorno


Per lo street food messinese, ecco a voi i "Pidoni"! (o Pitoni?)
Pidoni o pitoni? Pidoni o pitoni, "piduni" o "pituni", nella versione dialettale, sono un simbolo dello street food messinese. Sulle origini del nome, nonostante le numerose ricerche che vorrebbero fossero greche, fenicie o arabe, vi rimando ad un bell'articolo che ho letto recentemente qui , e che ,preferendo l'uso della d a quello della t, spiegherebbe semplicemente il significato del nome con "grosso piede", data la forma in oggetto. Ma, proprio perché entrambe le version
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